Rassegna Cinema

Come vengono realizzati i film documentari?

Realizzare un documentario è un’impresa certosina che richiede una certa cura. Tuttavia è un’opera che se ben fatta vale certamente tutto lo sforzo produttivo. Possiamo dividere la genesi del documentario in tre parti: lo studio preliminare, la fase delle riprese e il montaggio.

Ideazione e studio per realizzare un documentario

La prima fase del documentario è probabilmente quella più noiosa, ma essenziale per una sua buona riuscita. Il documentario può riguardare qualsiasi topic: la natura, il sociale, l’arte etc. Una volta individuato l’argomento bisogna studiarlo a fondo, raccogliendo materiale e informandosi. Poi bisogna decidere dove lo si girerà, chi e se verrà intervistato, le immagini di cui abbiamo bisogno e la storia che vogliamo narrare. In questa fase si può già pensare a una bozza di “copione” per sommi capi, che include il tempo che si dedicherà a ogni parte del documentario. Se ci sono interviste da fare bisognerà inoltre decidere le location, contattare gli intervistati e preparare le domande.

Le riprese per realizzare un documentario

Una volta superata la fase iniziale si comincia con le riprese. Per queste c’è bisogno innanzitutto di una strumentazione professionale che includa telecamere, microfoni, cavalletti e set di luci. Ovviamente bisogna anche avere una certa dimestichezza con le attrezzature ed essere sicuri di saperle usare. In alcuni contesti vanno aggiunti dispositivi extra alla strumentazione base di una troupe. Se per esempio si deve fare un documentario sulla natura è bene attrezzarsi con microfoni adatti a raccogliere suoni anche a distanza, e di ottiche che permettano di riprendere gli animali da lontano senza spaventarli o farsi vedere. Se si prevedono riprese in acqua, c’è bisogno di una strumentazione anfibia, così come se si vogliono fare riprese dall’alto ci sarà bisogno di un drone.

 Il montaggio di un documentario

L’ultima fase della realizzazione di un documentario è il montaggio. Non si tratta per niente di una fase “meccanica”, dove si assemblano semplicemente le immagini. Il montaggio dà al documentario la veste di un racconto, trasforma le immagini in una storia e rende l’opera interessante per chi la vede. Una volta acquisito tutto il materiale video bisogna, partendo dalla bozza di copione che avevamo in mente e basandosi sul materiale raccolto, dargli la veste di un percorso in cui lo spettatore scopre le cose un po’ alla volta, impara, immagazzina le informazioni, ma al tempo stesso viene coinvolto nel racconto così da prestare sempre attenzione alle immagini. In questo sarà essenziale distribuire le scene più importanti lungo la narrazione così da dare un ritmo al documentario. Essenziale sarà anche la scelta delle musiche e dei suoni per dare maggior valore alle immagini, creare suspense e sottolineare le scene più suggestive.